Parfait di ciliegie, ribes rossi e more con semi di chia e granola

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L’estate è una miniera di freschezza quando si parla di frutti di bosco e piccoli frutti in generale. Se normalmente diffido dall’acquistarne in periodi sospetti, nei mesi centrali dell’anno il mio sesto senso mi porta a farne incetta senza troppi pensieri.

Qualche giorno fa ho trovato delle more e delle ciliegie biologiche ad un prezzo davvero vantaggioso e non ci ho pensato due volte: sono tornato a casa con un bel bottino, arricchito da una piccola confezione di ribes rossi – che per inciso apprezzo tantissimo per la loro acidità. L’idea di farne un dessert gustoso e rigenerante mi è balenata nella mente quando ho aperto il frigorifero e mi sono ricordato di quei due vasetti di yogurt di mandorla sotterrati dietro a montagne di bottiglie d’acqua.

Ingredienti (per 6 persone):

  • 400 ml. di bevanda di mandorla
  • 250 g. di yogurt bianco base mandorla
  • 150 g. di ciliegie + alcune per guarnire
  • 100 g. di more + alcune per guarnire
  • 100 g. di ribes rossi + alcuni per guarnire
  • 60 g. di semi di chia
  • 2 cucchiaini di agar agar in polvere
  • 6 cucchiai di granola vegana
  • 1 cucchiaio di zucchero mascobado
  • foglie di menta per guarnire

Procedimento:

  1. In un contenitore trasferite i semi di chia, la bevanda di mandorla e lo zucchero. Mescolate per un paio di minuti, quindi coprite con della pellicola e mettete da parte per almeno 3 ore o fino a che la consistenza del composto non sarà diventata gelatinosa.
  2. Prendete un contenitore dai bordi alti e trasferite al suo interno le ciliegie denocciolate, le more, i ribes, lo yogurt e l’agar agar. Con l’aiuto di un frullatore a immersione riducete il tutto a una purea, quindi versatela in un pentolino e portate a bollore a fiamma bassa. Fate sobbollire per un paio di minuti, quindi spegnete e mettete da parte fino a che non si sia raffreddato e anch’esso abbia raggiunto una consistenza gelatinosa.
  3. Componete ora i vostri bicchierini: versate sul fondo uno strato di purea, quindi versate uno strato di budino di semi di chia spesso il doppio e terminate con uno strato sottilissimo di purea. Seguite lo stesso procedimento per tutti i bicchierini fino ad esaurimento degli ingredienti, copriteli tutti con della pellicola e mettete in frigo per almeno una mezz’ora.
  4. Al momento di servire terminate ogni bicchierino con un cucchiaio di granola, un paio di ciliegie, un paio di more e un rametto di ribes. Guarnite con una fogliolina o due di menta e gustatevi questa delizia!

Cherry, redcurrant and blackberry parfait with chia seeds and granola

Ingredients (6 servings):

  • 400 ml. almond drink
  • 250 g. almond yoghurt
  • 150 g. cherries + some to garnish
  • 100 g. di blackberries + some to garnish
  • 100 g. redcurrants + some to garnish
  • 60 g. chia seeds
  • 2 tsp agar agar powder
  • 6 tbsp vegan granola
  • 1 tbsp mascobado sugar
  • mint leaves to garnish

Directions:

  1. Transfer the chia seeds, the almond drink and the sugar into a container, then mix for a couple of minutes, cover with some cling film and set aside for at least 3 hours or until the mixture is jellyish.
  2. Take a tall container and put in the pitted cherries, the blackberries, the redcurrants, the yoghurt and the agar agar powder. Use a hand blender to reduce it all to a purée, then transfer it into a small pot and bring it to the boil over low heat. Let it simmer for a couple of minutes, then switch off the heat and set aside until cooled down and jellyish.
  3. Now it’s time to compose your parfaits: pour a layer of purée on the bottom of one glass, then top it with a layer of chia seeds pudding (twice as thick) and finish with another thin layer of purée. Follow the same procedure until you run out of ingredients. Cover the parfaits with cling film and set them into the fridge for at least half an hour.
  4. When you’re ready to serve, complement each parfait with a tablespoon of granola, a couple of cherries, a couple of blackberries and a redcurrant sprig. Garnish with one or two mint leaves and enjoy!

Guacamole

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D’estate mi risulta particolarmente difficile dedicarmi alla cucina, avendo chiaramente poca voglia di abbronzarmi davanti a fornelli accesi e forni ustionanti. Tutto tende lentamente a scemare… la passione però no, quella non passa, e spinge a trovare delle alternative fresche che sappiano riempire la pancia e dare soddisfazione.

L’avocado consente di creare una salsa che personalmente adoro e che ho imparato a preparare solo l’estate scorsa: la guacamole. Quando non ho troppa voglia di sbattermi, è la soluzione perfetta… in soli quindici minuti si risolve il “problema” del pasto! Con qualche fetta di pane o coi tipici nachos è una bomba di gusto.

Ingredienti (per 4 persone):

  • 2 avocado ben maturi
  • 2 peperoncini verdi piccanti, freschi
  • 2 pomodori maturi e sodi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 piccola cipolla rossa (meglio se di Tropea)
  • succo fresco di 1 lime (e scorza grattugiata)
  • olio EVO q.b.
  • pepe macinato q.b.
  • sale q.b.
  • cumino q.b.

Procedimento:

  1. Tagliate a metà gli avocado, eliminate il nocciolo e ricavatene la polpa, che andrà messa in una ciotola, schiacciata con una forchetta e subito irrorata col succo di lime per evitare che si scurisca. Aggiungetevi anche la buccia del lime grattugiata.
  2. Tagliate la cipolla a cubetti piuttosto piccoli, quindi fate la stessa cosa con i pomodori e i peperoncini (privandoli entrambi dei semi) e unite il tutto alla purea di avocado.
  3. Tritate finemente lo spicchio d’aglio fino a ridurlo a una pasta e versate anch’esso nella ciotola.
  4. Irrorate con 2/3 cucchiai di olio, aggiungete del pepe macinato fresco, del sale e un pizzico di cumino e infine mescolate.
  5. Coprite la ciotola con della pellicola e lasciate riposare per almeno un’oretta prima di servirla, in modo che i sapori si amalgamino.

Guacamole

Ingredients (4 servings):

  • 2 ripe avocados
  • 2 hot green peppers, fresh
  • 2 ripe (but compact) tomatoes
  • 1 clove garlic
  • 1 small red onion (possibly red onion of Tropea)
  • the fresh juice of 1 lime (and its grated zest)
  • extra-virgin olive oil, as needed
  • fresh ground black pepper, to taste
  • salt, as needed
  • cumin, to taste

Directions:

  1. Cut the avocados into halves, remove the pits and extract the pulp into a bowl, then squash it using a fork and immediately pour in the lime juice so as to keep it lively green. Add the grated zest of the lime as well.
  2. Cut the onion into pretty small cubes, do the same with the tomatoes and the hot green peppers (remove the seeds for both) and add them to the avocado purée.
  3. Finely chop the garlic clove until it’s reduced to a rough paste, then add it to the rest of the mixture.
  4. Pour in 2/3 tablespoons of olive oil, add some fresh ground black pepper, some salt, a pinch of cumin and eventually mix.
  5. Cover your bowl with a sheet of cling film and let it rest for at least one hour before serving, so that all the flavours blend together.

Insalata di spinacini e carote con ravanelli, cipolla rossa di Tropea, mais, piattoni e caviale di alghe

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La ricetta che propongo oggi risale in realtà a qualche anno fa. Ricordo che, dopo il lavoro, passai all’Ikea a prendere un paio di cose che mi servivano per casa. Prima di uscire feci un salto nel “negozio svedese” per curiosare un po’ in giro e passando per il banco frigo scorsi un piccolo barattolo contenente tante minuscole sfere nere. A prima vista sembrava caviale, così mi avvicinai per farmi un’idea di quanto potesse costare e farmi una bella risata.

Se al tempo pensavo che la sorpresa dipendesse da questo, mi sbagliavo di grosso: l’etichetta riportava la scritta “caviale di alghe”! Immediatamente aprii lo sportello e ne agguantai uno, diedi un’occhiata agli ingredienti e con mio grande stupore realizzai che era un prodotto vegano. Non attesi un minuto in più: ne acquistai subito uno (poco più di 2 euro per 100 g.) e me lo portai a casa, pensando già in quale ricetta utilizzarlo.

Non passò poi così tanto tempo, perché l’idea di arricchire una semplice insalata con questo tocco colorato, salino e dall’intenso profumo di mare mi balenò nell’arco di poche ore. E il risultato mi piacque a tal punto da farci una foto, senza però mai stilarne la ricetta. Rimedio oggi!

Ingredienti (per 2 persone):

  • 100 g. di spinacini novelli
  • 1 carota media
  • 100 g. di piattoni
  • mezza cipolla rossa di Tropea, piccola
  • 50 g. di mais
  • 2/3 ravanelli
  • 2 cucchiaini rasi di caviale di alghe
  • il succo di mezzo limone
  • 2 cm di zenzero fresco
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • sale q.b.
  • aceto di mele q.b.
  • acqua q.b.

Procedimento:

  1. Affettate la cipolla non troppo sottilmente e mettetela a marinare per almeno mezz’ora in una soluzione di acqua e aceto di mele. Preparate anche la vinaigrette al limone unendo olio, sale, succo di limone e il pezzetto di zenzero fresco pelato e tagliato a metà, che lascerete in infusione per far sì che sprigioni tutto il suo aroma.
  2. Cuocete al vapore i piattoni, quindi tagliateli a tocchetti e metteteli da parte.
  3. Pelate la carota e con un apposito strumento ricavatene delle strisce lunghe e strette simili a spaghetti, quindi mettete anch’esse da parte.
  4. In due ciotoline separate preparate già il mais e i ravanelli tagliati a rondelle sottili, che vi serviranno di lì a breve.
  5. Quando sarà passata la mezz’ora indicata per la cipolla, rimuovetela dalla soluzione e fatela sgocciolare per bene. Approfittatene per rimuovere anche lo zenzero dalla vinaigrette, eventualmente strizzandolo tra due cucchiaini per ricavarne tutto il succo.
  6. Componete ora l’insalata come più vi aggrada con tutti gli ingredienti a disposizione; in ogni caso vi consiglio di partire da una base di spinacini sormontata da un nido di carote. Guarnite il tutto con il caviale di alghe e infine con una spruzzata di vinaigrette. E gustatevi questa fresca delizia!

Baby spinach and carrot salad with radishes, red onion of Tropea, sweet corn, flat beans and seaweed caviar

Ingredients (2 servings):

  • 100 g. baby spinach
  • 1 average carrot
  • 100 g. flat beans
  • half a red onion of Tropea, small
  • 50 g. cooked sweet corn
  • 2/3 radishes
  • 2 level tsp seaweed caviar
  • the juice of half a lemon
  • 2 cm. fresh ginger
  • 3 tbsp extra-virgin olive oil
  • salt, to taste
  • apple cider vinegar, as needed
  • water, as needed

Directions:

  1. Slice the onion into average rounds and marinate for at least half an hour into a 1:1 water and vinegar solution. Prepare the lemon vinaigrette as well: combine olive oil, salt, lemon juice and the peeled and halved fresh ginger piece. The ginger will release all its aroma while staying in there.
  2. Steam the previously cleaned flat beans, then chop them into pieces and put them aside.
  3. Peel the carrot with a proper tool and obtain some long and narrow, spaghetti-alike strips, then put them aside too.
  4. Transfer the sweet corn and the radishes (previously sliced into thin rounds) into two different bowls: you’ll need them in a few minutes.
  5. When the 30 minutes I’ve recommended for the onion are over, remove it from the solution and drain it carefully. Also, remove the ginger from the vinaigrette and squeeze it using two teaspoons, so that you can benefit from all its juice.
  6. Now it’s time to put your salad together with all the ingredients at your disposal and according to your sole liking. In any case, I suggest you start from a baby spinach bed and put a carrot nest on the top. Garnish with some seaweed caviar and sprinkle some vinaigrette on it. And of course… enjoy this fresh delicacy!

Risotto alle fragole

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Nelle ultime due settimane mi sto facendo un’autentica scorpacciata di fragole. Da quando le ho viste nella vetrina della mia fruttivendola di fiducia, non ho saputo resistere. Aspetto la primavera solo per gustarle! Il fatto è che non so pormi limiti: hanno una finestra stagionale talmente ridotta che talvolta mi rendo conto di acquistarne più di quante dovrei. E martedì scorso non ho fatto eccezione.

L’idea del risotto mi è balzata alla mente per puro caso. In questo periodo di reclusione forzata mi sto facendo una cultura a livello teorico-culinario, complici anche le videolezioni di storia dell’alimentazione che seguo, e sto andando lentamente alla scoperta di cuochi del passato, di ricette non proprio attuali. E il risotto alle fragole è un chiaro richiamo agli anni ’80, epoca che su di me ha sempre un grosso fascino.

Sarò sincero: mi sono avvicinato a questo risotto con una certa paura reverenziale… ma sono felice di comunicarvi che la sfida è stata ampiamente vinta. La fortuna del principiante?

Ingredienti (per 2 persone):

  • 160 g. di riso per risotti (io ho usato un Carnaroli)
  • 200 g. di fragole mature
  • mezzo litro abbondante di brodo vegetale, caldo
  • 50 g. di formaggio veg saporito, grattugiato
  • mezzo bicchiere di marsala secco
  • 1 scalogno
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • sale q.b.
  • pepe nero macinato q.b.

Procedimento:

  1. Sminuzzate finemente lo scalogno e fatelo soffriggere in un pentola bassa (rondeau) con l’olio fino a farlo dorare leggermente. Rimuovetelo e mettetelo da parte.
  2. Usate lo stesso recipiente per il riso: fatelo tostare circa un paio di minuti avendo cura di salare leggermente i chicchi. Versate il mezzo bicchiere di marsala e lasciate sfumare. Quando il liquido è ben assorbito, iniziate col mettere un paio di mestoli di brodo e avviate di fatto la cottura.
  3. Il brodo andrà aggiunto a mano a mano che evapora, quindi impegnate questo tempo per occuparvi delle fragole: mettetene da parte un paio per decorazione e mondate le rimanenti, quindi tagliatene metà a cubetti non troppo grossi e riducete l’altra metà a una purea utilizzando il frullatore a immersione.
  4. A metà cottura del riso unite le fragole a cubetti. Un minuto prima della fine aggiungete invece la purea di fragole frullate. Quando il risotto sarà pronto, spegnete la fiamma e versate il formaggio, regolate eventualmente di sale, mescolate appena e lasciate riposare per un minuto.
  5. Impiattate cospargendo il vostro risotto con una generosa macinata di pepe nero e decorate con una fragola tagliata a ventaglio.

Ingredients (2 servings):

  • 160 g. risotto rice
  • 200 g. ripe strawberries
  • 500 ml. (maybe a little more) vegetable broth, hot
  • 50 g. savoury vegan cheese, grated
  • a half glass of dry marsala wine
  • 1 shallot
  • 2 tbsp extra-virgin olive oil
  • table salt, to taste
  • fresh ground black pepper, to taste

Directions:

  1. Mince the shallot and sauté it in a rondeau together with the olive oil until slightly golden-brown. Remnove it and set it aside.
  2. Use the same rondeau for the rice: pan-toast it for 2 minutes after slightly salting it, then pour the marsala wine and let it evaporate. When the liquid is completely absorbed by the rice, start with pouring two ladles of broth and start cooking.
  3. You’ll add the broth as it evaporates, so use this time to prepare the strawberries: put a couple aside to garnish your dishes and clean the rest, then dice a half of these and purée the other half using a hand blender.
  4. When the rice is half-cooked, add the strawberry cubes. When it’s almost ready, add the strawberry purée. Switch off the flame when the risotto is ready, add the cheese, season with salt if it’s the case and gently mix, then let it rest for a minute.
  5. Sprinkle your risotto with a generous amount of ground pepper and garnish with a fan cut strawberry.

Stufato di tofu al curry

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Dopo aver fatto un bel po’ a pugni con l’assenza di tempo che da ottobre scorso mi rendeva impossibile continuare a frequentare la palestra, a febbraio di quest’anno avevo deciso di inserirla in ogni caso nei pochissimi ritagli a mia disposizione. Lo avvertivo come un’esigenza, come un passo in più per volermi bene e per acquisire una dose di autostima – che in generale male non fa. Ma poi è stata la volta del Coronavirus e tutte le belle intenzioni si sono chiuse in se stesse al pari di tutte le palestre d’Italia.

Complici il repentino fermo lavorativo, la noia della reclusione forzata e il fantasma dei chili di troppo che imperava tra i vari esperimenti culinari, a fine marzo ho ben pensato di arrangiarmi coi miei mezzi e di ridarci dentro a casa, nell’intimità della mia lavanderia. 

A livello di alimentazione il tutto si traduce pressoché in una cosa sola per quanto mi riguarda: incrementare l’apporto di proteine. Anche in questo caso me lo sono autoimposto, altrimenti lo sviluppo muscolare che tanto anelo se ne va a ortiche.

Tanto per cominciare, quindi, mi sono dato al tofu. Ho trovato una ricetta di Davide Larise che mi ha particolarmente intrigato e, complice la presenza di un bel panetto in frigo, non ho perso altro tempo prima di sperimentarla.

Ingredienti (per 4 persone):

  • 300 g. di tofu al naturale
  • 300 g. di patatine novelle
  • 300 ml. di acqua
  • 1 gambo di sedano
  • 1 carota grande
  • 1 cipollotto
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 2 cucchiai di curry
  • prezzemolo q.b.
  • erba cipollina q.b.
  • sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. Sbucciate le patate e cuocetele al vapore fino a che non siano tenere, ma non sfatte. Nel frattempo, portate a bollore l’acqua.
  2. In una pentola tostate il curry con un cucchiaio di olio, quindi aggiungete l’acqua insieme a 1/3 delle patate. Con un frullatore a immersione riducete il tutto a una purea, aggiungendo eventualmente qualche cucchiaio d’acqua nel caso in cui dovesse essere troppo densa. Salate, pepate e mettete da parte.
  3. Affettate a rondelle di circa mezzo centimetro la carota e il cipollotto, tagliate a tocchetti discreti il sedano e saltateli in padella con due cucchiai di olio per circa 5 minuti. Devono rimanere ben croccanti. Rimuoveteli dalla padella e metteteli da parte.
  4. Tagliate a cubotti il tofu e fatelo dorare su tutti i lati nella padella che avete usato per gli ortaggi. Ci vorranno circa 5 minuti.
  5. Trasferite il tofu nella pentola con la crema al curry, unite prezzemolo tritato ed erba cipollina a piacere e fate cuocere per 5 minuti tenendo mescolato. Aggiungete infine tutti gli ortaggi, patate comprese, e fate solo insaporire per qualche minuto.
  6. Al momento di servire, distribuite lo stufato caldo nei piatti decorando con dell’altro prezzemolo e qualche stelo di erba cipollina.

Curried tofu stew

Ingredients (4 servings):

  • 300 g. plain tofu
  • 300 g. new potatoes
  • 300 ml. water
  • 1 celery stalk
  • 1 big carrot
  • 1 spring onion
  • 3 tbsp extra-virgin olive oil
  • 2 tbsp curry
  • parsley, as needed
  • chives, as needed
  • salt & pepper, to taste

Directions:

  1. Peel and steam the potatoes until soft but not overcooked. In the meantime, bring the water to the boil.
  2. Take a pot and toast the curry in it with one tablespoon of olive oil, then add the water and 1/3 of the potatoes. Use a hand blender to reduce it all to a purée; add some tablespoons of water in case it’s too thick. Season with salt and pepper and set aside.
  3. Cut the carrot and the spring onion into about half a cm rounds, averagely chop the celery and sauté them for about 5 minutes into a pan together with two tablespoons of olive oil. Be sure to keep them crunchy. Remove them from the pan and set aside.
  4. Dice the tofu and brown it off on all sides using the pan you cooked the vegetables in. It will take 5 minutes.
  5. Transfer the tofu into the pot with the curried purée, add some minced parsley and chives to your liking and cook for 5 minutes while stirring. Eventually add all the vegetables and let them deepen their flavour for some minutes.
  6. When it’s ready, serve the hot stew into the dishes and garnish with some more parsley and some chives stems.

Sformatino di fave e agretti con salsa alla curcuma

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Gli agretti rappresentano una verdura di stagione che apprezzo tantissimo. Non si trova in mesi dell’anno diversi da quelli primaverili ed è quindi bene approfittarne. Perché alla fine è proprio vero: quando si può godere di qualcosa per poco tempo, quel qualcosa diventa subito più prezioso e lascia un ricordo molto più persistente.

Ora che la stagione tanto desiderata è arrivata, avrei mai potuto lasciarmi perdere l’occasione di tornare a cucinarli? Li ho voluti abbinare alle fave fresche, altro legume assolutamente di stagione, per farci uno sformato. Temevo un po’ per la consistenza, mancando ovviamente le uova a fare da legante, ma grazie all’aggiunta di una patata e alla pastosità naturale delle fave il risultato è stato eccezionale!

Ingredienti (per 4 persone):

Per lo sformato:

  • 350 g. di agretti, già mondati
  • 300 g. di fave sgranate (circa 900 g. con baccello)
  • 200 g. di patate, già cotte
  • 100 g. di formaggio veg filante
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 rametti di santoreggia fresca
  • 2 cucchiai di olio EVO + un po’ per gli stampi
  • pane grattugiato per gli stampi
  • sale e pepe q.b.

Per la salsa:

  • 100 ml. di bevanda vegetale non zuccherata
  • 1 cucchiaino di maizena
  • 1 cucchiaino di curcuma

Procedimento:

  1. Lessate le fave per 5 minuti in acqua non salata, quindi estraetele (senza buttare l’acqua!) e pelatele. Mettetele da parte.
  2. Tritate l’aglio insieme alle foglie di santoreggia e fateli rosolare in padella con un cucchiaio di olio, quindi aggiungete le fave, salate e proseguite per 5/6 minuti. Mentre queste si insaporiscono, mettete a sbollentare gli agretti nell’acqua delle fave. Trascorso il tempo indicato, spegnete le fave e scolate gli agretti.
  3. Trasferite le fave in un contenitore dai bordi alti e riduceteli in purea insieme alle patate e a un pizzico di sale. Mettete da parte.
  4. Utilizzate la stessa padella per saltare leggermente gli agretti insieme a un pizzico di sale e di pepe. Se necessario, aggiungete un cucchiaio d’olio. Una volta saltati, tritatene i tre quarti e aggiungeteli alla purea di fave e patate. Aggiungete anche il formaggio tritato e mescolate bene.
  5. Riempite 4 stampi da 6/7 cm di diametro che avrete precedentemente oliato e ricoperto di pangrattato, quindi infornate a 180°C per circa 30 minuti.
  6. Nel frattempo, versate in un pentolino la bevanda vegetale e portatela leggermente a bollore, quindi aggiungete la maizena, la curcuma, un pizzico di sale e un pizzico di pepe. Mescolate bene per evitare grumi e spegnete non appena vedrete che la salsa si sarà addensata.
  7. Trascorsa la mezz’ora estraete gli sformati dal forno e lasciateli intiepidire prima di capovolgerli ognuno su un piatto. Servite ciascuno sformato con della salsa tiepida e un po’ degli agretti saltati.

Fava bean and opposite-leaved saltwort flan with turmeric sauce

Ingredients (4 servings):

For the flan:

  • 300 g. fava beans, shelled (about 900 g. with their pods)
  • 350 g. opposite-leaved saltwort, cleaned
  • 200 g. potatoes, cooked
  • 100 g. vegan cheese, stringy type
  • 1 garlic clove
  • 3 savory sprigs, fresh
  • 2 tsp extra-virgin olive oil + more for the moulds
  • breadcrumbs for the moulds
  • salt & pepper, to taste

For the sauce:

  • 100 ml. veg drink, unsweetened
  • 1 tsp cornstarch
  • 1 tsp turmeric

Directions:

  1. Boil the fava beans for 5 minutes into plenty of unsalted water, then remove them (keep the water!) and peel them. Set them aside.
  2. Mince the garlic with the savory leaves and sauté them with a tablespoon of olive oil, then add the fava beans, season with salt and keep cooking for 5/6 minutes. In the meantime, blanch the opposite-leaved saltwort into the same water you’ve used to boil the fava beans. Once the stated time is over, switch off the fava beans and drain the opposite-leaved saltwort.
  3. Transfer the fava beans into a tall container and reduce them to a purée together with the potatoes and a pinch of salt, then set the mixture aside.
  4. Use the same pan to slightly sauté the opposite-leaved saltwort. Season with salt and pepper. Add a tablespoon of olive oil if it’s the case.  Once the opposite-leaved saltwort is sautéed, mince three quarters of it and add it to the purée together with the minced cheese. Mix and set aside.
  5. Coat four 6/7 cm diameter moulds with olive oil and breadcrumbs, then transfer the mixture into each one and bake at 180°C for about 30 minutes.
  6. Meanwhile, pour the veg drink into a small pot and slightly bring it to the boil, then add the cornstarch, the turmeric, a pinch of salt and some ground pepper. Stir with a whisk to avoid lumps, then switch the sauce off as you see it getting thicker.
  7. Once the 30 minutes are over, remove the flans from the oven and let them cool a bit before flipping each one onto a dish. Serve each flan with some lukewarm sauce and some sautéed opposite-leaved saltwort.

Quinoa integrale con ananas, pistacchi e rucola

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Qualche tempo fa sono stato a Ravenna, città bellissima dal punto di vista storico e artistico. Ho avuto modo di rimanerci solo un paio di giorni, con tutte le limitazioni del caso, ma questo non mi ha impedito di visitare qualche locale con proposte vegane interessanti. Nello specifico, il giorno del rientro sono stato in una specie di forneria che offriva anche un servizio di ristorazione. Le pietanze a disposizione erano davvero variegate, con primi e secondi curiosi pur senza essere troppo elaborati.

Uno dei primi che ho voluto provare era composto da una quinoa tricolore servita con ananas, rucola e pistacchi. Mi è piaciuta a tal punto da voler riprovare la ricetta da me, nella comodità delle mura domestiche – certo meno affascinanti dell’ambiente ravennate!

Ingredienti (per 4 persone):

  • 200 g. di quinoa integrale
  • 200 g. di ananas, già mondato
  • 50 g. di pistacchi crudi
  • 1 manciata di rucola per persona
  • olio EVO q.b.
  • sale e pepe q.b.
  • sale grosso q.b.

Procedimento:

  1. Sciacquate la quinoa e lessatela in acqua salata secondo i tempi indicati sulla confezione. Una volta cotta, scolatela e mettetela da parte.
  2. Mettete a tostare i pistacchi crudi mantenendo un fuoco basso e mescolando spesso, dopodiché tagliateli a pezzetti irregolari e metteteli da parte.
  3. Tagliate l’ananas a pezzetti non troppo piccoli e mettetelo da parte.
  4. Spezzettate a mano la rucola e trasferitela in una ciotola insieme alla quinoa scolata, ai pistacchi e all’ananas. Condite con sale, pepe e olio a piacere, mescolate e lasciate riposare per qualche minuto.
  5. Servite la vostra quinoa irrorando eventualmente con un altro filo d’olio.

Whole quinoa with pineapple, pistachios and rocket

Ingredients (4 servings):

  • 200 g. whole quinoa
  • 200 g. pineapple, cleaned
  • 50 g. raw pistachios
  • rocket, 1 handful per person
  • extra-virgin olive oil, as needed
  • salt & pepper, to taste
  • coarse salt, as needed

Directions:

  1. Rinse the quinoa and boil it into plenty of salted water according to the time on the packet. Once cooked, drain it and set it aside.
  2. Pan-toast the raw pistachios over low heat while stirring frequently, then chop them and set them aside.
  3. Cut the pinapple into average pieces and set them aside.
  4. Break up the rocket using your hands and transfer it into a bowl together with the drained quinoa, the pistachios chunks and the pineapple pieces. Season with salt and pepper to your liking, drizzle some olive oil and mix. Set aside for a while.
  5. Serve your quinoa with another drizzle of olive oil if you deem it necessary.

Pancake alla banana con salsa di caramello alla cannella e arachidi tostate

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Per quanto io tenda a variare ogni giorno, le mie colazioni sono molto spesso affidate a biscotti, cereali o fette biscottate e confettura, cui si aggiungono spesso un frutto, del succo e una dose moderata di bevanda vegetale (magari con dell’orzo solubile). Ieri sera però ho deciso che stamattina avrei soddisfatto il mio palato con qualcosa di diverso: pancake!

La ricetta è davvero molto semplice, basta solo avere l’accortezza di preparare il composto con un buon anticipo, per consentire agli agenti lievitanti di fare il loro corso e ai sapori di amalgamarsi.

Ingredienti (per 10 pancake):

  • 3 banane mature
  • 300 ml. di bevanda di mandorla
  • 250 g. di farina di farro
  • 120 ml. di panna di soia
  • 100 g. di zucchero mascobado
  • 100 g. di arachidi, non salate
  • 4 cucchiai di malto di riso/orzo
  • 8 g. di cremor tartaro
  • 1 pizzico di cannella in polvere
  • 1 bacca di vaniglia
  • 1 pizzico di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • olio di semi q.b.

Procedimento:

  1. Preparate in anticipo l’impasto per i pancake: in una terrina unite la farina setacciata, i semi della bacca di vaniglia, il cremor tartaro, il bicarbonato e il sale. Unite il malto e mescolate bene versando a filo la bevanda di mandorla fino a creare un composto omogeneo.
  2. Spezzettate grossolanamente due banane e unitele al composto, quindi frullate il tutto con l’aiuto di una frusta elettrica o meglio ancora di un frullatore a immersione. Tagliate infine l’ultima banana a fettine sottili e unite anch’essa al composto. Mescolate delicatamente e trasferite la ciotola coperta in frigorifero per l’intera notte.
  3. In un padellino fate tostare le arachidi senza aggiungere grassi, quindi mettetele da parte.
  4. In un pentolino fate invece sciogliere a fiamma dolce lo zucchero insieme alla cannella fino a che non sia caramellato. Unite a questo punto la panna di soia e mescolate, sempre a fiamma dolce, in modo da amalgamare il tutto. Spegnete la fiamma e mettete anch’esso da parte.
  5. Prendete una padella non troppo ampia e fate scaldare pochissimo olio prima di versarvi un paio di cucchiai di composto. Cuocete bene da entrambi i lati fino a far formare la caratteristica doratura, quindi trasferite in un contenitore coperto dove tenere il pancake al caldo (se preferite, anche in forno preriscaldato a 80°C). Continuate fino ad esaurimento del composto.
  6. Servite i vostri pancake caldi irrorandoli con la salsa e qualche arachide tostata. Con un bel bicchiere di succo d’arancia e un frutto saranno di sicuro un bell’inizio di giornata!

Banana pancakes with cinnamon-scented caramel sauce and pan-toasted peanuts

Ingredients (serves 10 pancakes):

  • 3 ripe bananas
  • 300 ml. almond drink
  • 250 g. spelt flour
  • 120 ml. soy cream
  • 100 g. muscovado sugar
  • 100 g. cashew nuts, unsalted
  • 4 tbsp rice/barley malt syrup
  • 8 g. cream of tartar
  • 1 pinch powdered cinnamon
  • 1 vanilla pod
  • 1 pinch baking soda
  • 1 pinch salt
  • seed oil, as needed

Directions:

  1. Prepare your pancake mixture in advance: take a bowl and put togheter the sifted flour, the vanilla seeds, the cream of tartar, the baking soda and the pinch of salt. Add the malt syrup and mix carefully while drizzling the almond drink until smooth.
  2. Coarsely chop two bananas and add them to the mixture, then use an electric whisk or a hand blender to mix it all. Eventually cut the last banana into thin rounds and add them to the mixture as well. Mix softly and transfer the covered bowl into the fridge. Leave it there overnight.
  3. Pan-toast the peanuts with no fats, then set them aside.
  4. Take a small pot and melt the sugar over low heat togheter with the cinnamon until caramelised. Now add the soy cream and stir to combine. Switch off the heat and set the caramel sauce aside as well.
  5. Heat some seed oil into an average pan before pouring two tablespoons of pancake mixture. Cook until one side is golden-brown, then flip the pancake and do the same on the other side. Transfer the pancake into a covered container (or into the oven, preheated to 80°C) to keep it warm. Do the same with the rest of the mixture until you run out of it.
  6. Serve your pancakes warm and top them with some caramel sauce and some pan-toasted peanuts. Enjoy them with a glass of orange juice and random fruit: that’ll be a gorgeous start for your day!

Tempeh marinato con asparagi e pomodorini secchi

~ Scroll down for the English version! ~

Il tempeh è un alimento che non sfrutto con grandissima frequenza, lo ammetto. Un po’ come il seitan, che addirittura uso ancora di meno. Nutro una certa ritrosia verso entrambi, dal momento che li trovo un po’ problematici a livello di digestione. Dei due, comunque, tendo a favorire senz’altro il primo.

La ricetta che propongo oggi nasce dall’esigenza di consumare prodotti a ridosso della scadenza: il risultato è stato molto gradevole, senz’altro complice la combinazione di vari aromi e profumi che hanno reso il tempeh molto gustoso.

Ingredienti (per 4 persone):

  • 300 g. di asparagi
  • 200 g. di tempeh
  • 1 cipollotto rosso di tropea
  • 6/7 pomodorini secchi
  • zenzero fresco (una fetta di circa 1 cm.)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 1 cucchiaio di panna di soia
  • timo, origano e melissa freschi q.b.
  • salsa di soia q.b.
  • acqua q.b.
  • sale q.b.

Procedimento:

  1. La sera precedente preparate una marinata composta da salsa di soia, acqua, aglio, timo, origano e melissa. Immergetevi il tempeh tagliato come più vi aggrada (generalmente a cubotti, ma io ho optato per le fette) e lasciatelo marinare tutta la notte.
  2. Il giorno seguente mondate, lavate e affettate finemente il cipollotto e stufatelo in una padella antiaderente con due cucchiai di olio, lo zenzero tritato e parte della marinata. Unitevi il tempeh dopo qualche minuto e coprite a filo col resto della marinata. Aggiungete ancora qualche foglia di timo, origano e melissa freschi e cuocete fino a che il liquido non sia stato assorbito quasi del tutto. Trasferite il tempeh in un piatto e mettetelo da parte al caldo.
  3. Mondate e lavate gli asparagi. Prendetene un paio e tagliateli in obliquo cercando di mantenere le punte intatte. Tagliate le punte in due metà. Fateli saltare velocemente in una padella separata con un cucchiaio d’olio e un pizzico di sale, quindi metteteli da parte.
  4. Per i rimanenti asparagi, sbucciate la parte finale con un pelapatate e tagliateli piuttosto sottilmente. Cuoceteli nella padella utilizzata per il tempeh aggiungendo un po’ d’acqua, stufateli fino a che non risultino morbidi e infine trasferiteli in un contenitore insieme alla panna di soia e qualche altra erbetta fresca. Frullate fino ad ottenere una crema, regolate eventualmente di sale e mettetela da parte.
  5. Servite il tempeh adagiandolo su un letto di crema di asparagi e decorate con qualche asparago saltato e qualche pomodoro secco sminuzzato. E buon appetito!

Marinated tempeh with asparagus and sun-dried tomatoes

Ingredients (4 servings):

  • 300 g. asparagus
  • 200 g. tempeh
  • 1 Tropea red spring onion
  • 6/7 sun-dried tomatoes
  • fresh ginger (one slice, ~ 1 cm. thick)
  • 1 garlic clove
  • 3 tbsp extra-virgin olive oil
  • 1 tbsp soy cream
  • fresh thyme, oregano and lemon balm, as needed
  • soy sauce, as needed
  • water, as needed
  • fine salt, to taste

Directions:

  1. Prepare a marinade using soy sauce, water, garlic, thyme, oregano and lemon balm. Cut the tempeh as you like it (usually into cubes, but I chose to cut it into slices) and immerse it into the marinade. Leave it there overnight.
  2. Clean, wash and finely slice the spring onion, then take a non-stick pan and stew it into 2 tablespoons of olive oil together with the minced ginger and part of the marinade. Add some more thyme, oregano and lemon balm leaves, then cook until the liquid is almost completely absorbed. Take out the tempeh and set it aside. Be sure to keep it warm.
  3. Clean and wash the asparagus. Take a couple, cut away the tips and split them in half. Cut the rest slantwise. Use another pan to quickly sauté them together with a spoon of olive oil and a pinch of salt. Set them aside.
  4. As for the remaining asparagus, use a potato peeler onto their ends, then cut them pretty thinly. Cook them into the pan you’ve used for the tempeh; just pour in some water and stew them until soft. Transfer them into a proper container together with the soy cream and some more herbs. Blend to obtain a purée, season with salt if it’s the case and set it aside.
  5. Serve your tempeh onto a bed of asparagus purée and garnish with some sautéed asparagus and some minced dry tomatoes. Taste and enjoy!

Linguine di Gragnano con agretti saltati e pomodorini freschi

~ Scroll down for the English version! ~

Gli agretti sono un prodotto piuttosto raro da trovare in giro, persino adesso che sono di stagione. Nelle ultime due settimane, però, fortunatamente li ho visti abbastanza spesso e non ho pensato due volte prima di farne incetta.

Invece di farci un semplice contorno, ho deciso oggi di utilizzarli come condimento per una pasta e devo ammettere che sono rimasto proprio soddisfatto!

Ingredienti (per 2 persone):

  • 500 g. di agretti (che daranno circa 350 gr di prodotto pulito)
  • 150 g. di linguine (io avevo della fantastica pasta di Gragnano)
  • 5/6 pomodorini ciliegini
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale q.b.
  • olio EVO q.b.

Procedimento:

  1. Mondate gli agretti, sciacquateli per bene e cuoceteli al vapore per circa 15 minuti.
  2. Nel frattempo, prendete un’ampia padella e versatevi diversi cucchiai d’olio in cui far imbiondire uno spicchio d’aglio schiacciato.
  3. Quando gli agretti saranno pronti, scolateli e mantenete l’acqua di cottura, che vi servirà per cuocere la pasta. Naturalmente non dimenticate di salarla.
  4. Ripassate gli agretti in padella per qualche minuto (a voi scegliere se tenere l’aglio oppure toglierlo, io l’ho lasciato fino alla fine della preparazione), salate e lasciate insaporire per bene ricordandovi di saltarli di quando in quando.
  5. Cuocete la pasta fino a che non si ammorbidisce, quindi scolatela nella padella con gli agretti e risottatela con parte dell’acqua in cui l’avete cotta.
  6. Mentre termina la cottura e si amalgama col resto, tagliate i pomodorini a cubetti privandoli dei semini interni. Aggiungeteli in padella solo a fuoco spento e quando tutto sarà ormai pronto, in modo da non scaldarli troppo e lasciare che il loro sapore acido e fresco bilanci il gusto leggermente ruvido degli agretti.
  7. Consigliato un filo di olio a crudo per finire.

Linguine di Gragnano with agretti and fresh cherry tomatoes

Ingredients (2 servings):

  • 500 g. agretti (i.e. “opposite-leaved saltwort”)
  • 150 g. linguine
  • 5/6 cherry tomatoes
  • 1 clove garlic
  • fine salt, to taste
  • extra-virgin olive oil, as needed

Directions:

  1. Clean the agretti, wash them and steam them for about 15 minutes.
  2. Meanwhile, take an ample pan and pour in some tablespoons of olive oil, in which you’ll sauté the garlic until golden-brown.
  3. When the agretti are ready, drain them but keep the boiling water: you’ll need it to cook your linguine. Don’t forget to add coarse salt.
  4. Stir fry the agretti into the pan for some minutes (you choose whether to leave the garlic inside or not), season with salt and let it nicely gain flavour. Just remember to sauté them from time to time.
  5. When your pasta has softened (almost “al dente”), pull it up from its water and put it into the pan with the agretti. Use part of the boiling water to “risottare” (i.e. to cook as you would with a risotto) your linguine.
  6. While it all gets blended and ready to be served, cut the cherry tomatoes into tiny cubes and remove the seeds, then add them to the linguine and immediately switch off the flame, so that they don’t get too warm and their acid and fresh flavour balances the slightly rough taste of the agretti.
  7. I suggest you pour a drizzle of olive oil to complement your dish.
Mangia la foglia!

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