Pennoni rigati con indivia belga, radicchio e tofu

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Alcuni tipi di insalata mi piacciono più di altri. A quelle tenere e fragili, come è il caso del lattughino, prediligo quelle croccanti e con foglie molto consistenti. Tra queste spicca l’indivia belga, che apprezzo molto sia cruda sia cotta anche per il suo retrogusto amarognolo.

Nella ricetta di oggi ho voluto dar vita a un primo piatto che unisse proprio l’indivia con un suo affine gustativo, il radicchio, ai quali si è aggiunto di soppiatto anche del tofu per una sferzata proteica in più.

Ingredienti (per 4 persone):

  •     350 g. di pennoni rigati
  •     100 g. di tofu
  •     2 cespi di indivia belga
  •     1 cespo di radicchio
  •     2 cipollotti rossi di Tropea
  •     1 spicchio d’aglio
  •     1/2 cucchiaino di zucchero di canna
  •     2+2 cucchiai di olio EVO
  •     1/2 bicchiere d’acqua
  •     sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. In un’ampia padella fate soffriggere lo spicchio d’aglio con 2 cucchiai di olio fino a che non sia imbiondito. Rimuovetelo e inserite il radicchio precedentemente mondato e tagliato sottilmente.
  2. Fatelo appassire a fiamma bassa fino a che non risulti appena morbido, aggiungete lo zucchero, salate a piacere. Mescolate e continuate la cottura per un paio di minuti prima di aggiungervi il tofu sminuzzato. Fate cuocere per altri cinque minuti, quindi spegnete e trasferite il tutto in un contenitore alto, dove con un frullatore a immersione andrete a creare una crema piuttosto densa. Mettete da parte.
  3. Nella stessa padella versate ora altri due cucchiai di olio e unitevi i cipollotti rossi mondati e tagliati a rondelle sottile. Aggiungete il mezzo bicchiere d’acqua e coprite con un coperchio. Fate sudare i cipollotti a fiamma bassa fino a che non si siano ammorbiditi.
  4. A questo punto unite l’indivia mondata e tagliata sottilmente, salate e pepate a piacere e fate cuocere col coperchio fino a che anche l’indivia risulti morbida. Trasferite nella padella la crema di radicchio e tofu, mescolate e fate amalgamare i sapori. Spegnete e mettete da parte.
  5. Cuocete la pasta avendo cura di scolarla un minuto prima del tempo indicato sulla confezione. Riaccendete la padella col sughetto, trasferitevi la pasta e aggiungete un mestolo di acqua di cottura per risottarla. Tenete mescolato.
  6. Servite il vostro piatto di pasta ben caldo, magari con qualche foglia di indivia fresca e croccante.

Pennoni rigati with Belgian endive, radicchio and tofu

Ingredients (4 servings):

  •     350 g. pennoni rigati
  •     100 g. tofu
  •     2 heads Belgian endive
  •     1 head radicchio
  •     2 red onions of Tropea
  •     1 garlic clove
  •     1/2 tsp cane sugar
  •     2+2 tbsp extra-virgin olive oil
  •     1/2 glass water
  •     salt and pepper, to taste

Directions:

  1. Take a large pan and sauté the garlic clove into 2 tablespoons of olive oil until golden-brown. Remove it and add the radicchio after cleaning and thinly cutting it.
  2. Let it sweat over low heat until slightly softened, then add the sugar and season with salt to your liking. Stir and keep cooking for 2 minutes before adding the minced tofu. Cook for another 5 minutes, then switch off the heat and transfer the mixture into a proper container, so as to reduce it all to a thick purée using a hand blender. Set aside.
  3. Use the same pan and add 2 tablespoons of olive oil together with the red onions you’ve previously cleaned and cut into thin rounds. Add the half glass of water as well and cover with a lid. Let the onions sweat over low heat until softened.
  4. Clean and thinly cut the Belgian endive, add it to the pan, season with salt and pepper to your liking and cook with a lid on until the endive is pretty soft. Transfer the radicchio and tofu purée into the pan, stir and let the flavours blend. Switch off and set aside.
  5. Cook the pasta while making sure to drain it one minute earlier than the time printed on the packet. Re-heat the sauce, plunge the pasta in it and add one ladle of cooking water to finish it as if it were a risotto. Keep it stirred.
  6. Serve your pasta warm, possibly with some fresh and crunchy Belgian endive leaves.

Mimosette

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8 marzo, festa della donna, Manca ancora qualche giorno, ma pensarci è inevitabile.

Ogni volta che arriva questa data, penso immancabilmente a mia mamma e alla defunta nonna materna, senza alcun dubbio le due figure femminili più importanti della mia vita. Sono coloro che mi hanno cresciuto e che spesso hanno fatto sacrifici non da poco per permettermi di non farmi mancare nulla. Sono loro che hanno combattuto tante piccole battaglie personali, sono loro che troppe volte hanno dovuto darsi interamente per raggiungere traguardi anche banali. Ed è a loro che oggi voglio idealmente regalare questo dolce.

Ingredienti (per 12 porzioni):

Per i muffin:

  • 300 g. di farina tipo 1
  • 100 g. di zucchero di canna
  • 100 ml. di latte di riso
  • 90 g. di burro di soia
  • 75 gr di olio di semi
  • 50 g. di maizena/fecola
  • 1 bustina di cremor tartaro
  • mezzo cucchiaino raso di bicarbonato
  • curcuma q.b.
  • un pizzico di sale

Per la crema:

  • 200 ml. di latte di riso
  • 50 ml. di succo d’ananas 100%
  • 4 fette di ananas sciroppato
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di maizena/fecola
  • 2 cucchiai di yogurt di soia al mango
  • rum q.b. (facoltativo)

Procedimento:

  1. In una terrina versate il burro di soia ammorbidito e amalgamatelo con lo zucchero di canna e l’olio. A parte, setacciate insieme la farina, la maizena, il cremor tartaro, il bicarbonato e la curcuma.
  2. Unite poco alla volta la parte cremosa e la parte farinosa agendo con delle fruste elettriche e aggiungete progressivamente anche il latte di riso e un pizzico di sale. Ripartite il composto in 12 pirottini per muffin e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti. Una volta pronti, lasciateli raffreddare e nel frattempo preparate la crema pasticcera vegana.
  3. In un pentolino riscaldate il latte di riso insieme allo zucchero, dopodiché aggiungete lo yogurt di soia e la maizena setacciata. Lasciate cuocere a fuoco medio finché non si addensa, quindi spegnete e lasciate raffreddare prima di aggiungere le fette di ananas precedentemente tagliate a cubetti.
  4. Prendete i muffin e tagliate a tutti la calotta. Con uno scavino svuotateli e conservate la parte interna, che vi servirà per decorare la superficie. Bagnate l’interno dei muffin e della calotta col succo d’ananas (e, se gradite, con del rum), quindi riempiteli con un sufficiente quantitativo di crema. Riposizionate la calotta e spalmate la superficie con pochissima crema, quanto basta per farvi rimanere attaccati dei pezzetti di pan di spagna sbriciolati.
  5. Prima di servire, guarnite ogni mimosetta con un fiore commestibile oppure, se proprio non ne trovaste, con un classico rametto di mimosa.

Single-serving mimosa cakes

Ingredients (12 servings):

For the muffins:

  • 300 g. strong flour
  • 100 g. cane sugar
  • 100 ml. rice milk
  • 90 g. soy butter
  • 75 gr seed oil
  • 50 g. cornflour/potato starch
  • 1 packet cream of tartar
  • half a level tsp baking soda
  • turmeric, as needed
  • a pinch of salt

For the custard:

  • 200 ml. rice milk
  • 50 ml. 100% pinapple juice
  • 4 slices canned pineapple
  • 2 tbsp cane sugar
  • 1 tbsp cornflour/potato starch
  • 2 tbsp mango-flavoured soy yoghurt
  • rum, to taste (optional)

Directions:

  1. Take a bowl and put the softened soy butter together with the sugar and the seed oil. In another bowl mix the flour, the cornflour, the cream of tartar, the baking soda and the turmeric.
  2. Combine the two parts little by little while working with a blender, add a pinch of salt and gradually pour the rice milk in it. Distribute the mixture into 12 muffin ramequins and bake at 180°C for about 20 minutes (pre-heated oven). Once ready, let them cool and in the meantime prepare the custard.
  3. Take a pot and heat the rice milk together with the sugar, then add the soy yoghurt and the sifted cornflour. Cook over medium heat until it thickens, then switch the heat off and let cool before adding the previously diced pineapple slices.
  4. Go back to the muffins and cut the cap from each one. Remove almost all the inner part with a melon baller, reduce it to a crumble and set it aside, as you’ll use it later to garnish your muffins. Moisten the inner side of your muffins and the cap with the pineapple juice (and with rum if you like it), then fill them with enough custard. Place back the caps and spread very little custard all over them: this will help the crumble stick to the caps.
  5. Before serving, garnish each mimosa cake with an edible flower or, if you can’t find any, with a typical mimosa sprig.

Fagioli all’uccelletto

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Ieri è stata una giornata impegnativa, come ogni giornata di lavoro che mi tiene fuori casa dalla mattina fino alla sera. Consapevole che avrei affrontato un pranzo piuttosto raffazzonato, ho riversato ogni aspettativa sulla cena. Avevo voglia di qualcosa che mi ricordasse casa, calore, conforto. Avevo voglia di qualcosa di gustoso che nella sua semplicità fosse carico di profumi, qualcosa che accontentasse una certa esigenza proteica col piacere di deliziare il palato – cosa non facile, spesso, per un vegano!

Dopo aver dato un’occhiata alla dispensa prima di andare al lavoro, è stata una confezione di cannellini secchi ad avere la meglio. Li ho messi subito ammollo e sono uscito di casa, pronto per affrontare la giornata e pregustando già ciò che mi avrebbe atteso al ritorno: dei buonissimi fagioli all’uccelletto.

Una piccola chicca sul nome: secondo il buon nome di Pellegrino Artusi, pare che questo piatto abbia ricevuto la denominazione “all’uccelletto” proprio per gli aromi che tradizionalmente venivano spesso utilizzati per la cottura degli uccelletti frutto della caccia. Tradizione vuole inoltre che si debba utilizzare una pentola di coccio per questa ricetta – di cui ovviamente sono provvisto: sia mai che i toscani si ribellino!

Ingredienti (per 4 persone):

  • 400 g. di fagioli cannellini, secchi
  • 250 g. di polpa di pomodoro
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 6/7 foglie di salvia
  • 1 pezzetto di alga kombu (circa 5 cm)
  • 1 punta di cucchiaio di zucchero di canna
  • sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. Mettete i fagioli ammollo per un’intera notte. Il giorno successivo, scolateli e metteteli a cuocere in acqua non salata insieme all’alga kombu fino a che non risulteranno morbidi. Scolateli e tenete da parte un bicchiere dell’acqua di cottura.
  2. In un tegame fate soffriggere l’aglio e parte della salvia con l’olio e quando sarà dorato aggiungete i fagioli e la salvia restante. Fate insaporire per qualche minuto, quindi versate la polpa di pomodoro. Aggiungete lo zucchero, salate e pepate (non lesinate sul pepe!) e fate sobbollire per almeno una ventina di minuti, fino a che il pomodoro non si sia ristretto e abbia formato una bella salsa sul fondo. Se dovesse diventare troppo asciutto, aggiungete parte dell’acqua di cottura che avete tenuto da parte.
  3. Rimuovete quindi l’aglio, regolate eventualmente di sale e pepe e spegnete. Lasciate riposare cinque minuti prima di servire.
  4. Il mio consiglio: tostate delle fette di pane, possibilmente “sciapo” (senza sale) come si usa in Toscana, e usatelo come base per questo buonissimo contorno!

Fagioli all’uccelletto (beans stewed in tomato and sage sauce)

Ingredients (4 servings):

  • 400 g. cannellini beans, dry
  • 250 g. canned tomato pulp
  • 1 garlic clove
  • 3 tbsp extra-virgin olive oil
  • 6/7 sage leaves
  • 1 piece kombu seaweed (~5 cm)
  • cane sugar, the tip of a tsp
  • salt and pepper, to taste

Directions:

  1. Soak the beans overnight, then drain them and boil them together with the kombu seaweed into plenty of unsalted water until soft. Drain them and keep one glass of their cooking water.
  2. Take a pan and sauté the garlic and part of the sage leaves together with the olive oil. When it’s golden-brown, add the beans and the remaining sage leaves. Let them deepen their flavour for some minutes, then add the tomato pulp and the sugar, season with salt and a nice amount of pepper and simmer until the tomato has reduced and produced a delicious sauce. If it gets too dry, just add part of the cooking water you’ve kept aside.
  3. Remove the garlic, season with more salt and pepper if it’s the case and switch the heat off. Set aside for five minutes before serving.
  4. My advice is to toast some bread slices (possibly unsalted, as they do in Tuscany) and to use them as the perfect basis for this wonderful dish!

Crocchette di miglio e broccolo romanesco

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Il broccolo romanesco è una di quelle verdure che trovo affascinanti. Al di là delle innumerevoli proprietà e dei nomi con cui è chiamato, è un vero spettacolo della natura: la perfezione geometrica che si rispecchia in tutte le sue parti dà già di suo la sensazione che sia un alimento incredibile.

L’idea di queste crocchette mi è venuta leggendo una rivista di cucina, che le proponeva in versione vegetariana (con l’aggiunta di formaggio grattugiato) e a base di normali broccoli. L’alternativa mi si è presentata un po’ per puro caso, ritrovandomi nel frigorifero un bel broccolo romanesco, e devo dire che il risultato non è stato niente male!

Ingredienti (per 8 crocchette):

  • 250 ml. di acqua
  • 250 g. di broccolo romanesco
  • 100 g. di miglio
  • 50 g. di pane grattugiato
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 1 spicchio d’aglio
  • noce moscata q.b.
  • sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. Versate in una pentola il miglio, l’acqua, un cucchiaio di olio, un pizzico di sale e un pizzico di noce moscata. Portate a bollore mescolando spesso.
  2. Nel frattempo, mettete a cuocere a vapore il broccolo romanesco. Levate il miglio dal fuoco quando avrà assorbito tutta l’acqua.
  3. Una volta che il broccolo è cotto, prendete una padella e mettete a soffriggere lo spicchio d’aglio in due cucchiai d’olio. Quando l’aglio sarà dorato, rimuovetelo e versatevi il broccolo cotto; lasciatelo insaporire per una decina di minuti cercando di spappolarlo il più possibile, in modo da aiutarvi per quando andrete a fare le crocchette. Aggiungete quindi il miglio, salate e pepate secondo i vostri gusti e fate amalgamare per un altro paio di minuti. Spegnete e lasciate raffreddare appena.
  4. In una ciotola inserite il composto insieme al pane grattugiato, mescolate e formate delle crocchette secondo la forma che preferite. Se gradite, passate le crocchette in altro pane grattugiato. Sistemate le crocchette su una teglia foderata con carta da forno leggermente oliata e infornate a 180°C per 20/25 minuti, girandole a metà cottura.
  5. Servite le crocchette calde o fredde, accompagnandole con una salsina o con dell’insalata.

Millet and Romanesco broccoli croquettes

Ingredients (8 croquettes):

  • 250 ml. water
  • 250 g. Romanesco broccoli
  • 100 g. millet
  • 50 g. breadcrumbs
  • 3 tbsp extra-virgin olive oil
  • 1 garlic clove
  • nutmeg, to taste
  • salt and pepper, to taste

Directions:

  1. Put the millet, the water, a tablespoon of olive oil, a pinch of salt and a pinch of nutmeg into a pot, then bring to a boil. Keep it stirred.
  2. In the meantime, steam the Romanesco broccoli. When the millet has absorbed all the water, turn off the heat.
  3. Once the Romanesco is ready, take a pan and sauté the garlic with two tablespoons of olive oil until golden-brown, then remove it and add the cooked Romanesco. Let it deepen for about 10 minutes and try to squash it as much as possible, so that it’ll be easier for you to shape the croquettes. After that, add the millet and season with salt and pepper to your liking. Blend for a couple of minutes, then turn off the heat and set aside to cool.
  4. Put the mixture into a bowl together with the breadcrumbs, mix and give the croquettes the shape you like best. Dust them with more breadcrumbs if you want to. Place the croquettes on a tin covered with some slightly oiled parchment paper, then bake at 180°C for 20/25 minutes and flip them halfway.
  5. Serve them warm or cool together with a sauce or some salad.

Delizia di mele e mandorle

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Oggi è notoriamente San Valentino e saranno molti a non lasciarsi sfuggire romantiche cene in costosi ristoranti dove poter festeggiare con il proprio lui o la propria lei. Non sarà di certo il mio caso: non ho mai apprezzato particolarmente lo zelo con cui i ristoratori cavalcano l’onda di questa festa commerciale gonfiando i prezzi a dismisura e da sempre preferisco cucinare io e godermi la serata in tutta tranquillità.

Ciò che rende complicata una cena di San Valentino è la prospettiva del “dopo cena” e dei piatti troppo pesanti rischiano di ammazzare qualsiasi iniziativa, pertanto è essenziale studiarsi un menù che sia variegato, che solletichi tutti i sensi e conduca per mano verso il piacere. Certo, è quasi impossibile parlare di pesantezza in ambito vegano, me ne rendo conto… ma a volte la minaccia è comunque dietro l’angolo e non bisogna farsi cogliere impreparati. Soprattutto quando si parla di dessert.

Di mio ho optato per un dolce semplice e non troppo elaborato, fresco, arricchito da sentori di cannella e cioccolato e reso voluttuoso da qualche intrusione di panna vegetale. È un dolce che potete riproporre anche in altre occasioni, perciò per comodità ho riportato le dosi per 4 persone anziché solo per 2. Non dimenticate di smezzarle quindi, eh!

Ingredienti (per 4 persone):

  • 2 mele tipo “Pink Lady”
  • 200 ml. di panna vegetale da montare
  • 70 g. di zucchero di canna
  • 50 g. di mandorle in lamelle
  • 50 g. di gocce di cioccolato
  • mezzo limone biologico
  • il succo di mezza arancia
  • 2 cucchiai di farina tipo 0
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 pizzico di noce moscata

Procedimento:

  1. Sbucciate le mele e tagliatele a tocchetti, quindi trasferitele in una pentola insieme al limone, lo zucchero, la noce moscata, la cannella, la farina e il succo d’arancia. Fate cuocere a fuoco basso rimestando costantemente. Spegnete il fuoco ed eliminate il limone quando le mele avranno raggiunto la consistenza di una composta e risulteranno brillanti. Mettete da parte e lasciate raffreddare.
  2. Montate la panna vegetale e mettetela da parte.
  3. Fate tostare le lamelle di mandorle e mettete anch’esse da parte.
  4. Componete a questo punto il bicchiere: partite con una cucchiaiata di composta di mele, continuate con qualche lamella di mandorla e qualche goccia di cioccolato e terminate con un leggero strato di panna. Ripetete tutte le operazioni fino ad avere diversi strati intervallati; l’ultimo dovrà essere realizzato con mandorle e cioccolato.
  5. Mettete tutti i bicchieri realizzati in frigorifero ed estraeteli qualche minuto prima di servirli.

Apple and almond pleasure

Ingredients (4 servings):

  • 2 apples, Cripps Pink (a.k.a. “Pink Lady”) type
  • 200 ml. whippable veg cream
  • 70 g. cane sugar
  • 50 g. almonds shavings
  • 50 g. chocolate drops
  • half a lemon, organic
  • the juice of half an orange
  • 2 tbsp plain flour
  • half a tsp powdered cinnamon
  • 1 pinch nutmeg

Directions:

  1. Peel and cut the apples into pieces, then transfer them into a pot together with the lemon, the sugar, the nutmeg, the cinnamon, the flour and the orange juice. Cook over low heat while stirring consistently. Switch off the heat and remove the lemon when the apples are compote-like and shiny. Set aside and let cool.
  2. Whip the cream and set it aside.
  3. Pan-toast the almond shavings and set aside as well.
  4. Now put the glass together: start with a tablespoon of apple compote, continue with some almond shavings and some chocolate drops and end with a thin layer of cream. Repeat all the steps until you have several different layers; the last one should be made of almonds and chocolate.
  5. Put all the glasses into the fridge and take them out some minutes before serving.

Zuppa di cipolle gratinata

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L’altro ieri ho visto su Netflix un documentario di circa mezz’ora tutto dedicato alla cipolla. L’ho trovato molto interessante – fosse anche perché ho sempre apprezzato questo alimento, capace di dare così tanto gusto nella sua quasi banale semplicità e ho scoperto che ne esistono davvero moltissime varianti, alcune delle quali già mi erano note. Quello che però mi ha sorpreso più di tutto e di cui francamente non ero a conoscenza è che la cipolla rappresenta un vero dono della natura: aiuta la flora intestinale, funge da antibiotico naturale e stimola la crescita dei capelli – tratto, quest’ultimo, che nel mio caso arriva un po’ tardi sulla lista delle cose da sapere…

Preso dall’enfasi di voler sperimentare una ricetta che desse la massima importanza alla cipolla, ho riflettuto un’intera giornata prima di buttarmi sulla più classica, povera e famosa delle ricette esistenti: la zuppa di cipolle! Ero un po’ impensierito, non lo nascondo, avendo il timore di preparare qualcosa di talmente “cipolloso” da risultare immangiabile… e invece mi sono ricreduto subito dopo il primo assaggio. Una delizia davvero!

Ecco qui sotto la mia versione.

Ingredienti (per 4 persone):

  • 3 cipolle dorate, medie
  • 700 ml. di brodo vegetale
  • 70 g. di bio Groovièr Violife
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • 4 cucchiai di olio EVO
  • 2 cucchiai di farina 0
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • 1 baguette integrale
  • sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. Mondate le cipolle e tagliatele ad anelli sottili, quindi trasferitele in una pentola e fatele soffriggere nell’olio a fuoco molto basso per 10 minuti.
  2. Aggiungete lo zucchero e procedete con la cottura a fuoco moderato fino a che le cipolle non siano traslucide. Quando cominceranno a imbiondire, unite la farina setacciata e mescolate con cura per qualche minuto.
  3. A questo punto sfumate col vino, fate evaporare e versate infine 2/3 del brodo. Lasciate sobbollire per almeno 30 minuti a fuoco moderato, aggiungendo del brodo quando serve. Quando la zuppa sarà cotta, aggiustate di sale e pepe e trasferitela in quattro contenitori monoporzione da forno, possibilmente in terracotta.
  4. Affettate la baguette e abbrustolitela, quindi adagiate delle fette sulla superficie della zuppa e ricoprite con abbondante Groovièr grattugiato.
  5. Ponete i contenitori nel forno preriscaldato a 250°C per il tempo necessario affinché si formi una crosticina dorata sulla superficie della zuppa.
  6. Servite la zuppa ben calda.

Gratinated onion soup

Ingredients (4 servings):

  • 3 medium-sized golden onions
  • 700 ml. vegetable broth
  • 70 g. Violife bio Groovièr
  • 1/2 glass dry white wine
  • 4 tbsp extra-virgin olive oil
  • 2 tbsp plain flour
  • 1 tsp cane sugar
  • 1 wholemeal baguette
  • salt and pepper, to taste

Directions:

  1. Clean the onions and cut them into thin rounds, then transfer them into a pot and sauté them together with the olive oil over very low heat for 10 minutes.
  2. Add the sugar and keep cooking until the onions are translucid. Once they start getting golden-brown, add the sifted flour and keep it carefully stirred for some minutes.
  3. Pour the wine in and let it evaporate before adding 2/3 of the broth. Let simmer for at least 30 minutes at medium heat. Add more broth if needed. When the soup is ready, season with salt and pepper and transfer it into 4 single-serving baking containers (best if made of terracotta).
  4. Slice and toast the baguette, then place some slices onto the surface of the soup and top with plenty of grated Groovièr.
  5. Put the containers into the oven (pre-heated at 250°C) and bake until you see a slight golden crust on the surface of the soup.
  6. Serve your soup hot!

Ciambella di farro e riso con mirtilli, bacche di goji e semi di chia

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Qualche giorno fa sono stato dal medico per un controllo, dato che uscivo da un’influenza piuttosto pesante. Mi aspettavo che mi prescrivesse o quanto meno consigliasse una valanga di medicinali per aiutarmi a ristabilirmi al meglio, ma così non è stato: con mia grossa sorpresa mi ha suggerito di consumare frutta e verdura mirate per fare il pieno di vitamine e recuperare gran parte delle energie perse durante la malattia. In particolare, ha speso molte buone parole per i mirtilli e mi ha raccomandato di mangiarne in discreta quantità per agevolare il processo di ripresa.

Ora, i mirtilli non sono propriamente di stagione e quelli che si trovano sui banchi dell’ortofrutta sono sicuramente di serra e/o coltivati, con tutto ciò che ne consegue. Non sono molto propenso a consumare frutta e verdura non di stagione, perché reputo che la natura sappia sempre con esattezza ciò di cui abbiamo bisogno e quando farcene dono, ma a questo giro ho voluto fare un piccolo strappo alla regola… con buona pace dei sensi di colpa verso i miei ideali.

Li ho usati insieme ad altri piccoli concentrati di energia per farci una bella torta soffice e golosa, perfetta per la colazione o per una merenda gustosa.

Ingredienti:

  • 350 g. di farina di farro
  • 250 g. di yogurt di soia ai mirtilli
  • 150 g. di farina di riso
  • 150 g. di zucchero di canna
  • 100 ml. di olio di semi
  • 50 ml. di bevanda di riso
  • 50 g. di mirtilli
  • 50 g. di bacche di goji
  • 1 bustina di cremor tartaro
  • 1 cucchiaino raso di bicarbonato
  • 2 cucchiai di semi di chia
  • 1 pizzico di sale
  • margarina e farina per la tortiera

Procedimento:

  1. In una ciotola riunite lo yogurt, l’olio e la bevanda di riso e miscelate fino a creare un’emulsione omogenea. In un’altra ciotola riunite invece le due farine setacciate insieme allo zucchero, il cremor tartaro, il bicarbonato e il sale e mescolate.
  2. Combinate ora le due parti e create un impasto utilizzando la frusta elettrica. Se dovesse risultare troppo compatto, aggiungete un altro po’ di bevanda di riso fino a ottenere una consistenza cremosa.
  3. Aggiungete nella ciotola i mirtilli, le bacche di goji e i semi di chia e mescolate con l’aiuto di un cucchiaio fino a uniformare il tutto.
  4. Preriscaldate il forno a 180°C, quindi oliate e infarinate la tortiera prima di versare al suo interno l’impasto e distribuirlo uniformemente.
  5. Infornate per 35 minuti o in ogni caso fino a quando la superficie non risulti dorata; controllate il grado di cottura utilizzando uno stuzzicadenti.
  6. Servite la torta tiepida e cosparsa di zucchero a velo.

Spelt and rice ring cake with blackberries, goji berries and chia seeds

Ingredients:

  • 350 g. spelt flour
  • 250 g. blackberry soy yogurt
  • 150 g. rice flour
  • 150 g. cane sugar
  • 100 ml. seed oil
  • 50 ml. rice drink
  • 50 g. blackberries
  • 50 g. goji berries
  • 1 packet cream of tartar
  • 1 level tsp baking soda
  • 2 tbsp chia seeds
  • 1 pinch salt
  • margarine and flour for the cake pan

Directions:

  1. Put the yoghurt, the seed oil and the rice drink into a bowl and mix until you get a consistent emulsion. Take another bowl and mix the spelt flour and the rice flour (both sifted) with the sugar, the cream of tartar, the baking soda and the salt.
  2. Combine the two parts using an electric beater until you get a dough. If it’s too hard, just pour in some more rice drink until you get a creamy texture.
  3. Add the blackberries, the goji berries and the chia seeds to the bowl, then use a tablespoon to mix until uniform.
  4. Pre-heat the oven to 180°C, then grease the cake pan and dust it with flour before pouring in and evenly distributing the dough.
  5. Bake for 35 minutes or until the surface of your cake has a nice golden colour. Use a toothpick to check if its’s ready before removing it.
  6. Serve the cake lukewarm, possibly with some powdered sugar on it.

Pappardelle con radicchio tardivo, porro croccante e noci

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Il radicchio rosso tardivo di Treviso è famoso in tutto il mondo per la sua prelibatezza e per quel gradevole gusto amarognolo che non risulta tuttavia invadente, a differenza di altre tipologie di radicchio decisamente più ostiche per i palati che non amano particolarmente questo tipo di sapore.

Dal mio canto, ho sempre apprezzato il gusto amaro, soprattutto se fa da contrasto al dolce; in questa ricetta ho cercato di unire l’amara morbidezza del radicchio alla croccante dolcezza del porro, coronando il tutto con il gusto più legnoso delle noci.

Ingredienti (per 4 persone):

  • 400 g. di pappardelle
  • 400 g. di radicchio rosso tardivo (circa 3 cespi)
  • 1 porro piccolo
  • 2 scalogni
  • 4 cucchiai di olio EVO
  • 1 manciata di pangrattato
  • 50 g. di gherigli di noce
  • sale e pepe q.b.
  • prezzemolo tritato q.b.

Procedimento:

  1. Mondate, lavate e tagliate a rondelle il porro, quindi trasferite le rondelle su una placca rivestita con carta da forno, irrorate con olio e spolverizzate con pangrattato. Infornate per 5 minuti a 180°C ventilato. Estraete le rondelle di porro e mettetele da parte.
  2. Sminuzzate gli scalogni mondati e fateli saltare in padella con 3 cucchiai di olio fino a che non inizino a prendere colore. Aggiungete un mestolino d’acqua calda e mettete il coperchio.
  3. Mondate, lavate e sfogliate i cespi di radicchio, quindi aggiungete il tutto in padella. Salate e pepate a piacere, mescolate e fate cuocere a fiamma bassa sempre col coperchio. Quando il radicchio sarà ben appassito, regolate eventualmente di sale, spegnete e mettete da parte.
  4. Fate cuocere la pasta fino a che non sia molto al dente, quindi scolatela e unitela alla padella con un bicchiere di acqua di cottura. Mentre termina la cottura, tritate le noci e fatele tostare appena.
  5. Quando la pasta sarà pronta, servitela con una spolverata di noci tritate, qualche rondella di porro croccante e una generosa manciata di prezzemolo tritato

Pappardelle with late red radicchio, nuts and crispy leak

Ingredients (serves 4):

  • 400 g. pappardelle pasta
  • 400 g. late red radicchio (about 3 heads)
  • 1 small leak
  • 2 shallots
  • 4 tbsp extra-virgin olive oil
  • 1 handful breadcrumbs
  • fine salt and ground pepper, to taste
  • minced parsley, to taste

Directions:

  1. Clean, wash and cut the leak into thin rounds, then transfer them onto a tin lined with parchment paper. Drizzle some olive oil, sprinkle some breadcrumbs. Fan bake for 5 minutes at 180°C, then take them out and set them aside.
  2. Chop and sauté the cleaned shallots into a pan with 3 tablespoons of olive oil until golden-brown. Add a small ladle of hot water and cover with a lid.
  3. Clean, wash and tear the leaves off the radicchio heads, then add them to the pan. Season with salt and pepper, stir and cook over low heat with the lid on. When the radicchio is pretty soft, season with more salt if it’s the case, then switch it off and set aside.
  4. Boil the pasta until very “al dente”, then drain it and add it to the pan with a glass of its cooking water. While it finishes cooking, mince the nuts and pan-toast them slightly.
  5. Once the pasta is ready, serve it with a sprinkle of nut pieces, some crispy leak rounds and a nice amount of minced parsley.

Tofu katsu curry

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L’India e le sue atmosfere mi hanno sempre affascinato molto. Ho avuto modo di vedere diversi documentari sulla cucina indiana e di godere di diverse occasioni per assaporarla nelle sue sfumature prive di derivati animali: ogni volta è un’emozione, un’esplosione di sensazioni che virano dal piccante, allo speziato, al dolciastro… una festa per il palato.

La ricetta che propongo oggi è molto gustosa e piuttosto semplice da realizzare; unisce il sapore tendenzialmente neutro del tofu alla dolcezza delle carote e all’universo speziato del curry – in versione “mild”, per non eccedere con la piccantezza.

Ingredienti (per 2 persone):

Per il tofu:

  • 300 g. di tofu
  • 100 g. di cornflakes
  • 1 bicchiere di bevanda di riso (non zuccherata)
  • 2 cucchiai di maizena
  • 1 cucchiaio di olio EVO

Per il curry:

  • 300 ml. di brodo vegetale, caldo
  • 2 carote
  • 1 cipolla piccola
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaino di curry dolce
  • 1 cucchiaino di maizena
  • 2 cucchiai di panna di cocco
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. In una terrina frantumate i cornflakes in maniera irregolare, quindi tagliate a fette di circa 1 cm il tofu. Passate ogni fetta dapprima nella maizena, quindi nella bevanda di riso e infine nei cornflakes frantumati. Mettete da parte.
  2. In un tegame fate soffriggere la cipolla e l’aglio tritati finemente insieme all’olio per cinque minuti, quindi aggiungete le carote pelate e tagliate a rondelle sottili. Fate cuocere per altri cinque minuti.
  3. Aggiungete il curry e la maizena, mescolate per bene e versate lentamente il brodo. Date una lieve mescolata e coprite il tegame con un coperchio. Fate cuocere fino a che le carote non risultino morbide e il liquido si sia lievemente ristretto.
  4. Prendete una padella e fate riscaldare l’olio per friggere le fette di tofu impanate, circa un paio di minuti per lato, dopodiché trasferitele su una placca ricoperta di carta forno e fatele cuocere per altri 10 minuti a 180°C in forno ventilato.
  5. Nel frattempo, tornate al vostro curry: aggiungete la panna di cocco, mescolate e fate cuocere per un paio di minuti prima di trasferire il tutto in un apposito contenitore, dove con l’aiuto del frullatore a immersione otterrete una crema consistente. Regolate eventualmente di sale e pepe e mettete da parte.
  6. Estraete a questo punto il tofu dal forno e servitelo come più vi aggrada insieme al curry, magari su un semplice letto di riso bollito, con qualche fettina di peperoncino fresco e una spruzzata di lime.

Tofu katsu curry

Ingredients (serves 2):

For the tofu:

  • 300 g. firm tofu
  • 100 g. corn flakes
  • 1 glass rice drink (unsweetened)
  • 2 tbsp cornstarch
  • 1 tbsp extra-virgin olive oil

For the curry:

  • 300 ml. vegetable broth, hot
  • 2 carrots
  • 1 small onion
  • 1 garlic clove
  • 1 tsp mild curry powder
  • 1 tsp cornstarch
  • 2 tbsp coconut cream
  • 2 tbsp extra-virgin olive oil
  • fine salt and ground pepper, to taste

Directions:

  1. Unevenly crush the corn flakes into a bowl, then cut the tofu into ~1 cm thick slices. Coat each slice with cornstarch, then immerse it into the rice drink and finally coat it with some crushed corn flakes. Set aside.
  2. Pour the olive oil into a pan and sauté the onion and the garlic (finely chopped) for 5 minutes. Add the carrots (peeled and cut into thin rounds) and cook for another 5 minutes.
  3. Add the curry powder and the cornstarch, stir carefully and slowly pour in the broth. Stir again, cover the pan with a lid and cook until the carrots are soft and the liquid is partially gone.
  4. Take another pan and warm the olive oil so as to fry the tofu slices for about 2 minutes per side. Afterwards, transfer them onto a tin lined with parchment paper and bake for another 10 minutes at 180°C (fan-assisted).
  5. In the meantime, go back to your curry: add the coconut cream, stir and cook for another 2 minutes before transferring the mixture into a proper container, where you’ll use a hand blender to obtain a pretty fluid sauce. Season with salt and pepper if it’s the case, then set aside.
  6. Take the tofu out of the oven and serve it according to your liking, possibly onto a bed of boiled rice, with some fresh hot pepper slices and a sprinkling of lime.

Crocchette di farro e fagioli su crema di zucca e topinambur con carote arrosto

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Direi che è ufficiale: sono un essere umano. Per quanto in genere io sia molto attento a rispettare il metodo FIFO con gli alimenti acquistati, a volte capita anche a me di ritrovarmi con qualche ortaggio in frigo di cui mi ero scordato l’esistenza. A questo giro è stato il caso di 3 carote e di un pezzo di zucca che, francamente, avevo miseramente abbandonato sotto strati di cavolfiore, daikon e finocchi.

L’idea di utilizzare quei pochi ingredienti per qualcosa di creativo è venuta dal rifiuto di mangiare quelle carote cuocendole al vapore. E allora perché non usarle come accompagnamento a delle crocchette di cereali e legumi? Magari con una bella salsa cremosa a base di zucca e topinambur come letto?

Ingredienti (per 4 persone):

Per la crema:

  • 200 g. di zucca, già pulita
  • 5 topinambur
  • 1 scalogno
  • salvia e rosmarino q.b.
  • olio EVO q.b.
  • sale e pepe q.b.

Per le crocchette:

  • 250 g. di fagioli corona, già cotti
  • 100 g. di farro perlato
  • 100 g. di formaggio veg grattugiato
  • 50 g. di pane grattugiato
  • 1 piccolo spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di timo secco
  • olio EVO q.b.
  • sale e pepe q.b.

Per le carote:

  • 3 carote
  • mezzo cucchiaino di semi di finocchio
  • olio EVO q.b.
  • sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. Partite preparando la crema: sbucciate i topinambur e riduceteli a tocchetti, tagliate grossolanamente anche la zucca e mettete il tutto da parte. Pulite e sminuzzate lo scalogno, fatelo saltare leggermente con dell’olio in un tegame e dopo 5 minuti aggiungete un mestolino d’acqua calda. Attendete qualche minuto prima di unirvi la zucca e il topinambur, gli aromi, del sale e del pepe. Coprite il tutto con dell’acqua e fate stufare a fuoco basso e col coperchio fino a che gli ortaggi saranno talmente ammorbiditi da rompersi con una forchetta. Spegnete il fuoco e mettete da parte.
  2. Risciacquate il farro e versatelo in una piccola casseruola con 250 ml. di acqua. Portate a ebollizione e proseguite a fuoco basso per 15 minuti fino a fare evaporare tutto il liquido.
  3. In un bicchiere per frullatore a immersione riunite i fagioli, il formaggio veg, il farro tiepido, il timo e l’aglio. Regolate di sale e pepe e frullate fino ad ottenere una crema liscia e uniforme, quindi trasferite il composto in frigorifero per 20 minuti, coperto da pellicola.
  4. Sbucciate le carote, rimuovete le punte e infine utilizzate il pelapatate per ricavarne delle strisce sottili. Trasferite le strisce su una placca rivestita con carta da forno, irroratele con un filo d’olio, un pizzico di sale e pepe e qualche seme di finocchio. Infornatele a 190°C per circa 10 minuti.
  5. Riprendete nel frattempo il composto dal frigorifero, modellate delle sfere leggermente schiacciate e passatele nel pangrattato. Rimuovete dal forno le carote e trasferitele su una superficie a raffreddare leggermente; utilizzate la stessa placca per adagiarvi le crocchette, irroratele con un filo d’olio e cuocete anch’esse a 190°C per almeno 10-15 minuti.
  6. Al momento di servire le crocchette, riducete a una purea la zucca e il topinambur, stendetene qualche cucchiaio sul piatto di portata e posatevi al di sopra le crocchette ancora calde guarnendo infine ciascuna con qualche striscia di carota.

Spelt and bean croquettes on pumpkin and Jerusalem artichoke purée with roast carrots

Ingredients (serves 4):

For the purée:

  • 200 g. pumpkin, cleaned
  • 5 Jerusalem artichokes
  • 1 shallot
  • sage and rosemary, as needed
  • extra-virgin olive oil, as needed
  • fine salt and ground pepper, to taste

For the croquettes:

  • 250 g. corona beans, cooked
  • 100 g. pearled spelt
  • 100 g. vegan cheese, grated
  • 50 g. breadcrumbs
  • 1 small garlic clovre
  • 1 tbsp dried thyme
  • extra-virgin olive oil, as needed
  • fine salt and ground pepper, to taste

For the carrots:

  • 3 carrots
  • a half tsp fennel seeds
  • extra-virgin olive oil, as needed
  • fine salt and ground pepper, to taste

Directions:

  1. Start with the purée: peel the Jerusalem artichokes and cut them into pieces, coarsely cut the pumpkin as well and put everything aside. Clean and chop the shallot, transfer it into a xxx and sauté it with some olive oil. After 5 minutes, pour some hot water in and let it stew. Wait some minutes before adding the pumpkin and Jerusalem artichoke pieces, the herbs, some fine salt and some ground pepper. Cover everything with enough water and stew over low heat with a lid on until the vegetables are soft and literally break using a fork. Switch off the heat and set aside.
  2. Rinse the spelt and transfer it into a small pot together with 250 ml. of water. Bring to the boil, then cook over low heat for 15 minutes until all the liquid is gone.
  3. Take a tall container and put the beans, the cheese, the lukewarm spelt, the thyme and the garlic in it. Season with fine salt and ground pepper and use a hand blender to reduce it all to a smooth purée. Move the mixture to the fridge for 20 minutes, covered with cling film.
  4. Peel and blunt the carrots, then use the peeler to obtain thin carrot stripes. Lay them onto a tin lined with parchment paper, drizzle some olive oil onto them and season with fine salt, ground pepper and fennel seeds. Bake the carrot stripes at 190°C for about 10 minutes.
  5. In the meantime, take back the mixture from the fridge and use it to shape slightly flattened balls. Dust them with breadcrumbs and set them aside. Remove the carrot stripes from the oven and transfer them on a surface to cool; put the croquettes on the same tin you’ve used for the carrots, moisten them with a drizzle of olive oil and also bake them at 190°C for 10-15 minutes.
  6. When you’re ready to serve the croquettes, reduce the pumpkin and Jerusalem artochoke “soup” to a purée and lay some tablespoons on the serving dish. Put the warm croquettes on this creamy bed and top each one with some carrot stripes.
Mangia la foglia!

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